Siamo lo sguardo che abbiamo ricevuto: l’Energia del Fuoco

giugno

13

2019

Lentamente la primavera sta cedendo il passo all’estate e con essa, ci accingiamo a entrare nel movimento energetico del Fuoco.

Ce ne accorgiamo perché l’aria si ispessisce, il sorriso riscalda, la voce diventa profonda, calda e intensa, si crea il silenzio e la calma dell’animo.

Tra i cinque movimenti energetici, il Fuoco rappresenta la fase di massima espansione dell’energia, che diventa calda, dinamica e avvolgente. In questa energia si realizzano i nostri progetti, si scandiscono i ritmi di vita che risuonano in sintonia con l’ambiente circostante, si riesce ad esprimere la propria naturalità e a vivere la propria spiritualità.

Il Fuoco è promotore della trasfigurazione, della trasformazione e del cambiamento: ogni dimensione dinamica in grado di generare movimento consente alla persona di sentire la propria fluidità.

Quando l’energia del Fuoco è in equilibrio, ci troveremo davanti a una persona dagli occhi brillanti, il sorriso luminoso e magnetico, alla continua ricerca di nuove esperienze e nuovi stimoli. Quando l’Energia è lasciata libera di fluire, infatti, la persona Fuoco risulta estroversa, acuta, dall’intelligenza spiccata, dinamica, aperta, forte fisicamente e di temperamento, passionale, originale e rivoluzionaria. Non di rado, infatti, questo tipo di personalità si trova a prendere decisioni controcorrente.

 

Come si diventa un soggetto Fuoco? 

Il soggetto Fuoco è stato un bambino amato che, tra i 5 e i 6 anni, nel pieno di un’infanzia ingenua e inconsapevole, si è trovato a vivere inaspettatamente la propria ferita nell’amore: una censura della possibilità di esprimere la propria individualità attraverso la sessualità. Il bambino amato si è sentito, quindi, rinnegato perché, nel momento in cui era pronto a esprimere in completezza l’esperienza della sessualità – che avrebbe completato il proprio tema dell’amore – ecco che si è vista negare questa possibilità, provando in questo un forte senso di ingiustizia.

La ferita emotiva del soggetto Fuoco è infatti definita la ferita dell’ingiustizia.

In questa esperienza di contrazione dell’energia, il bambino Fuoco sente quindi di non potersi più esprimere liberamente e smette di sentire e percepire ciò che prova e di farlo vedere agli altri. Inizia così a mostrarsi rigido, freddo, insensibile, a ricercare ad ogni costo la precisione, la giustizia e la verità in tutte le cose.

 

L’Energia del Fuoco in contrazione 

Da adulto, il soggetto Fuoco (o soggetto Rigido per la Bioenergetica) vivrà, quindi, di grandi impulsi interiori che, all’atto del manifestarsi, resteranno bloccati nella propria corazza rigida, determinando una frustrazione interiore che potrebbe sfociare nella rabbia. Egli si è staccato da se stesso e, per tale motivo, spesso risulta freddo, orgoglioso, intoccabile, eccessivamente legato al dovere, incapace – e per questo incompreso – di esprimere e descrivere ciò che ha dentro di sé.

Quando l’Energia del Fuoco è in disequilibrio, il soggetto tenderà a disperdere energie in troppe direzioni, perdendo (e non percependo) il senso dei propri limiti o potrà soffrire di ansia, inquietudine, agitazione e instabilità emotiva. Allo stesso tempo, anche una perdita di dinamismo e rapidità, fino a giungere all’immobilismo fisico, possono denotare una contrazione di questo movimento energetico.

E ancora, una forma contratta di questa energia, tenderà a creare distanza dagli altri, soffrendo in prima persona della stessa solitudine: il Fuoco, infatti, ha bisogno di essere continuamente contemplato dagli altri. Eppure, proprio come il fuoco, la personalità di questa energia è intoccabile, nel senso che rifugge il contatto: per una personalità rigida, infatti, un abbraccio può essere destrutturante perché attiva tanti movimenti energetici interiori che solitamente il Fuoco mantiene in ordine dentro di sé.

L’abbraccio appartiene all’Energia del Fuoco ma, ancora una volta, un soggetto con un Fuoco in disequilibrio potrà viverlo con un bisogno intenso di rifuggirne e, al tempo stesso,  con il disperato bisogno di riceverlo.

Nella ricerca incessante di unire la dimensione emotiva con quella razionale – che in questo tipo di personalità hanno vissuto una scissione più o meno profonda – il soggetto Fuoco continuerà a vivere la propria esistenza sperando che, prima o poi, nel sovvertire l’ordine delle cose,  si accenderà la possibilità infinita di trovare qualcosa, quel qualcosa.

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