Sentirai di aver fatto la scelta giusta quando avrai la gioia e la pace nel cuore

settembre

30

2019

La Fileoenergetica si rifà a una cultura pre-concettuale che risale a oltre 3000 anni fa, molto più legata alla dimensione naturale e primordiale dell’uomo e, pertanto, poco legata a quei costrutti mentali che solo successivamente l’uomo è stato in grado di ideare. Per la Fileoenergetica non esistono, dunque, solo i concetti per spiegare l’umano, ma soprattutto la dimensione fisica, quella emozionale e quella naturale. Le emozioni, in particolare, sono viste dalla Fileoenergetica come  movimenti del sangue (emos-azioni).

In Fileoenergetica, poi, si parla di 5 movimenti energetici fondamentali e quello del Fuoco è certamente quello maggiormente connesso alle emozioni nel senso che tale Energia – e gli organi e i sistemi che ad essa sono funzionalmente collegati –  governa il complesso delle attività emozionali, affettive, mentali e spirituali dell’essere umano.

La dimensione corporea dell’Energia del Fuoco: il Cuore.

La dimensione corporea dell’Energia del Fuoco poggia essenzialmente su due organi e due sistemi: il cuore e l’intestino tenue; il Triplice Riscaldatore (sistema immunitario)  e il Ministro del Cuore (sistema cardiocircolatorio).

Poiché il Cuore presiede alla distribuzione e circolazione del sangue negli organi e vari distretti del corpo fino alle periferie, per la Medicina Orientale in esso dimora la saggezza, lo spirito vitale, la parte più pura ed elevata della nostra coscienza.

Il cuore guida le facoltà intellettuali ed emozionali verso un cammino a noi misterioso che porta al segreto della nostra esistenza e alla sua piena realizzazione. Per il cuore, infatti, il tempo non esiste (allo stesso modo in cui le emozioni non hanno tempo) e, nella sua saggezza, conosce già cosa è successo e cosa succederà, collegando con un filo i nostri ri-cordi e (ri)costruendo, in questo modo, il percorso e la direzione della nostra vita. I ricordi, infatti, appartengono al cuore che mantiene vive tutte le esperienze vissute attraverso le emozioni fondamentali della nostra vita, connesse alla direzione e al significato profondo della nostra esistenza.

Quando il cuore è in equilibrio, l’essere umano è fluido e riesce a muoversi con armonia nel mondo esterno e, allo stesso tempo, a esprimere l’arte di guardarsi dentro e di autodeterminarsi. Quando il cuore è in disarmonia, invece, ci rende instabili, inquieti e non riesce più ad assolvere pienamente alla sua funzione di “ponte” tra un evento esterno e l’impatto che esso ha al nostro interno.

Il massimo dell’attività del Cuore è tra le ore 11:00 e le ore 13:00 nel ritmo circadiano che corrisponde al momento in cui – estrapolato il succo delle cose della vita da parte dello stomaco e della milza, il cui orario è dalle 7:00 alle 11:00 – devo decidere cosa farne.

I meridiani del Cuore partono dall’ascella verso il mignolo e dall’inguine fino al centro della pianta del piede, passando per l’interno delle gambe. I meridiani del cuore sono quelli più interni perché il Cuore è intoccabile: chiuso nella gabbia toracica, infatti, non ci è dato di poterlo contattare. Questo ci fa comprendere che la relazione con il nostro profondo è indiretta ma, soprattutto, che la nostra stessa interiorità è un luogo che non ci appartiene del tutto. Per poter giungere al cuore è necessario, pertanto, proseguire adagio e in profondità, esattamente come quando si entra in intimità con un’altra persona.

Il Cuore ha la capacità di intuire cosa nella nostra vita è giusto o sbagliato “in questo momento”. In realtà non sa distinguere tra il bene e il male perché è in grado di accogliere qualsiasi esperienza di vita (quindi anche un’esperienza di dolore) a condizione che sia vera. Il Cuore però ci rimanda che il modo in cui viviamo un’esperienza è “vero o falso”, ossia che un’esperienza di vita sia profondamente autentica o meno e che nell’esprimerci in quell’esperienza siamo davvero autentici, veri o ci presentiamo con una maschera, con una costruzione per nasconderci a noi stessi o agli altri.

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