Muoversi, esplorare, espandersi: le qualità dell’elemento Legno nell’esperienza del viaggio

aprile

13

2019

Succede che un giorno decidi di partire e prima ancora che tu acquisti un biglietto, ecco che il tuo viaggio è già iniziato. Sei già partito con la mente, sei già lì a fantasticare, a immaginare il luogo che devi visitare e a immaginare te espanderti all’interno di quello spazio ancora sconosciuto.

Succede che, nella durata di pochi attimi, stai scegliendo i giorni del tuo viaggio, prevedendo le condizioni meteo più favorevoli, pensando che devi chiedere le ferie al lavoro e, molto probabilmente, immaginando anche la conversazione con il datore di lavoro mentre chiedi quelle ferie. Così, per pianificare fino all’ultimo dettaglio.

Poi, inevitabilmente in quest’era tecnologica, cominci a navigare in internet, per cominciare ad assaporare il movimento che quel viaggio ti darà ed è lì che nasce e si sviscera, poco alla volta, il programma di quel tuo vagare. Un programma fatto di immagini che ti riempiono gli occhi e che ti fanno già crescere dentro l’impulso dell’avventura, del coraggio. Così cominci a pensare che l’arrampicata sulla parete rocciosa è meglio farla di mattina, magari all’inizio del viaggio; il museo è meglio di pomeriggio, perchè ti ci puoi dedicare di più. La visita ai castelli la riservi per tutta la giornata, perchè ci impieghi un’ora per raggiungerli e un’ora per ritornare, poi consideri gli spostamenti da un castello all’altro e le visite guidate ed ecco che valuti che la giornata è bella che andata. Allora, forse, potrai considerare che, per quel giorno, sarai così stanco che converrà prenotare la pizzeria accanto all’hotel, così non devi strapazzarti troppo. In ogni caso, se non dovessi sentirti stanco, hai già comunque programmato un piano B, perchè si sa, la flessibilità aiuta a vivere a pieno l’esperienza.

La riuscita di un viaggio dipende da quanto positivamente hai vissuto questa fase, quella dell’avvio del progetto, della programmazione, dell’organizzazione.

Se anche tu, nell’esempio che abbiamo appena fatto, tendi a vivere questi momenti sentendoti determinato, creativo, flessibile, capace di realizzare questo progetto ma anche di superarne le difficoltà con grinta e intelligenza, allora sappi che stai vivendo a pieno la tua Energia del Legno. Partire e vivere il viaggio apparterrà, poi, ad un’altra energia.

L’elemento Legno è associato, dalla Medicina Tradizionale Cinese, alla primavera e a esso corrispondono organi come il Fegato, la Cistifellea, i muscoli, i tendini e gli occhi. Per saperne di più leggi i nostri articoli nel blog sull’Energia del Legno.

Le qualità dell’elemento Legno riguardano la capacità di fare progetti, prendere decisioni, essere flessibili per accertarsi che i progetti possano realizzarsi, essere resistenti per raggiungere i propri obiettivi, sentirsi responsabili. Appartengono a questa energia – quando è lasciata libera di fluire – tutte le dimensioni del movimento, della libertà, della disponibilità, della generosità, della collaborazione, del coraggio, dell’impulso a manifestare la propria identità individuale e del viaggio.

Viaggiare, spostarsi da un luogo all’altro è un impulso inarrestabile che ognuno di noi si porta dentro per cercare di appagare il desiderio di conoscenza, cultura, nuove idee. Con il viaggio, l’energia del Legno tenta di aiutarci a scoprire il nostro compito nella vita, la nostra missione. Fin dalla notte dei tempi, i popoli hanno fondato sul viaggio la costruzione della propria grandezza culturale e della propria prosperità economica. La possibilità di partire apparteneva però solo ai più coraggiosi, agli audaci, a coloro che osavano andare, anche oltre ogni possibile: eroi, regnanti, guerrieri valorosi, tutte personalità in grado di sostenere l’insorgere dell’impulso e della paura di partire,  di sopportare e affrontare tutte le difficoltà del viaggio e di accettare di morire un pò, per rinascere e ascendere in una nuova primavera della propria esistenza.

Il viaggio può essere però anche sofferenza. Per un soggetto Legno, può esserlo quando fa sorgere l’impulso di  osare in vacanza ciò che non riesce a vivere liberamente a casa, di essere in un altro mondo il vero se stesso, con le sue vere idee e le sue vere emozioni.  Il viaggio, il partire, l’essere in altro luogo può generare un forte impulso di auto-affermazione della propria identità che, nei soggetti Legno è contenuta e, a volte, compressa nella propria gabbia toracica, messa lì per renderla inaccessibile e, al tempo stesso, per custodirla vicina al cuore che la intenerisce, non la giudica mai e le mostra sempre la direzione del vero esistere.

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