La Sacralità del Legno

maggio

9

2019

C’è da fermarsi in silenzio al cospetto dell’albero antico e la parola “secolare” rimanda alla sacralità di certe piante. Da tanta maestosità ci si può solo far accogliere. Quale saggezza racconta la sua crescita tenace, partecipe dell’eterno? Certi tronchi, nei chiaroscuri di rami contorti, nascondono immagini da cogliere per desiderio di mistero. Ogni essere vivente tiene in sé frattali di progetto che, lentamente costruiscono qualcosa di naturale e perfetto. Ma l’albero, il suo tronco, è perlopiù costituito da cellule morte e si accresce per la sovrapposizione di strati del suo legno e insieme c’è nuovo e storia. Credenze tramandano della vecchia che abita lo scuro tronco e per pochi scalini di radica si può essere da lei a farsi narrare dei segreti che la linfa conduce. Ogni albero antico sembra ne conservi e si guarda con meraviglia per poterli immaginare. Il fusto tende verso il cielo e oltrepassa ogni ostacolo, ogni buio, per nutrirsi di luce, mentre radici sotterranee si assicurano alla terra in spettacolare plastico equilibrio. Per questi due versi di crescita, l’uno al cielo e l’altro alla terra, l’albero è testimone insieme del fermo radicamento e del lento, naturale movimento. La vigoria che un albero antico trasmette è la pura energia del saper stare al mondo. Poterci stare vicino infonde rispetto e riconoscenza.

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