Dalla primavera al solstizio d’estate: l’Energia si trasforma in Fuoco

giugno

22

2020

Il 20 giugno scorso è stato il solstizio d’estate, ossia il giorno in cui il sole raggiunge, lungo la propria asse ellittica, il punto di massima declinazione e il punto più alto sopra l’equatore. Solstizio deriva dal latino Solstĭtĭum e significa “Sole che si ferma“, proprio perché quando il sole giunge all’apice della propria ascesa, sembra quasi che si fermi. E’ anche il giorno più lungo dell’anno, con il numero maggiore di ore di luce.

Si apre quindi la stagione collegata all’Energia del Fuoco, l’energia  attiva, libera e dinamica che manifesta calore, gioia, espansione, riso, capacità di socializzare e generosità: l’estate.

Quando questa Energia è ben alimentata, essa porta equilibrio nelle altre energie e, al tempo stesso, necessita del sostegno delle altre energie per mantenere il proprio.

Uno squilibrio nell’Energia del Fuoco porterà istintivamente l’individuo ad usare un vocabolario specifico per descrivere le proprie dinamiche psicologiche ed emotive. Si tratterà quindi di individui che riferiranno uno stato di tormento o amarezza, malinconia, rancore, risentimento, isteria o distacco emotivo. Queste, infatti, possono essere le forme che l’energia del Fuoco può assumere in condizioni di contrazione o eccessiva espansione.

Tali condizioni possono appartenere a qualsiasi individuo che, per un periodo più o meno lungo della sua esistenza, presenta uno squilibrio nell’Energia del Fuoco. Diversa è la condizione, invece, per un Soggetto Fuoco – ossia la persona che presenta la ferita dell’Energia del fuoco che ha determinato il suo tratto caratteriale – la cui vita sarà generalmente condizionata dal conflitto tra razionalità e amore, nel continuo tentativo di mettere insieme queste due dimensioni, arrivando persino a pensare che l’amore non esiste o adattando il proprio amore al volere altrui. Un soggetto Fuoco che, quindi, non riesce ad alimentare la propria energia, sentirà il rinnegamento del proprio diritto ad amare ed essere amato che lo porterà a sentirsi costantemente irrequieto e insofferente.

Per quanto riguarda l’equilibrio, invece, dell’Energia del Fuoco è assimilabile al sole alto nel cielo che irradia calore illuminando ogni cosa terrena per renderla manifesta. L’individuo è Fuoco quando è scaldato e a sua volta riscalda, quando è in salute, quando nella sua casa c’è calore e amore.

L’energia del Fuoco correttamente nutrita dà vita a esperienze di gioia, felicità, scambio, godimento, sensibilità, passione. Un soggetto Fuoco con una tale dimensione energetica, è costantemente in esperienze di dinamismo, cambiamento e trasformazione ma con un adeguato senso di  presenza e coscienza dei movimenti energetici dentro di sè, con gli altri e con ciò che gli è intorno.

Quando un soggetto Fuoco riesce a lavorare sul proprio trauma e a trovare un possibile equilibrio nella propria energia, riesce a dare vita al cambiamento in diversi ambiti della propria vita. E cos’è il cambiamento per un soggetto Fuoco se non la capacità acquisita di riconoscersi, ossia ri-conoscersi, conoscere se stesso ancora, e ancora, e ancora, fin nel profondo possibile… In questo processo che porta conoscenza, presenza e coscienza continua all’individuo, il cambiamento non è più dunque una scelta dettata a livello razionale o da esigenze di vita, ma scaturisce quale naturale risultato di un movimento interiore in cui la persona, ri-conoscendo se stessa, non dipende più dalla possibilità di affermazione di sé espressa da altri, ma se ne appropria, recuperando una adultità che le consente di sentire i movimenti energetici dentro di sé e intorno a sé, con uno stato di coscienza e di presenza che le permettono di muoversi più libera nel mondo.

“… la pienezza del sé la persona la raggiungerà quando non cederà più alle sue amarezze e ai suoi disincanti, non vivrà di malinconie impossibili, ma sentirà la possibilità e la presenza che il fuoco dentro non si è sopito. Clinicamente parlando, la persona contratta in questa energia è totalmente spostata dentro di sé o dentro l’altro, vivendo con dramma questa alternanza e senza mai trovare un equilibrio giusto che gli metta la pace nel cuore. Ma dentro questo dramma è inscritta la sua grande possibilità: un cuore inquieto che andrà sempre alla ricerca dell’incontro dei cuori, dove tutto è possibile, senza più bisogno di falsità, dove tutto è profondamente libero, senza più bisogno di ostentare nessuna forza, dove è possibile abbandonarsi alle proprie pulsioni, senza più averne paura “. Dal libro “Risonanze” del Dott. Riccardo Ciccolella.

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